Da dove arriva il vino? Le origini dell’uva

Le origini del vino: il Caucaso
Le origini del vino: il Caucaso

Il vino è italiano o francese?

Contrariamente a quanto si potrebbe essere indotti a credere, le origini delle uve da vino – e del vino stesso – non sono né italiane né francesi. L’uva da vino europea, la “Vitis Vinifera” affonda le poprie origini in un luogo più remoto e più sorprendente.

Il vino è Armeno.

Recenti studi hanno dimostrato come il vino sia nato sulle montagne del Caucaso e sui Monti Zagros, tra Iraq e Iran. Questi monti si estendono dall’Armenia alla Turchia Orientale, attraversando Azerbaijan, Georgia, Iran settentrionale e Anatolia sudorientale.

I reperti archeologici rinvenuti in Armenia, dimostrano la presenza di un’antica installazione per la produzione di vino e della relativa produzione già a partire dall’8000 avanti Cristo. In Georgia sono state rinvenute antiche giare in coccio d’argilla, contenenti i residui dei grappoli d’uva e una serie di segni che testimoniano la contivazione domestica dell’uva da vino.

Il primo vino

Il primo vino della storia dell’Uomo è stato prodotto – nell’Era Neolitica – dal popolo Shulaweri-Shomu, una cultura installatasi sull’attuale territorio di Georgia, Azerbaijan e sulle alture dell’Armenia. Gli Shulaweri-Shomu sono esistiti tra la metà del 6000 A.C. fino ai primi del 5000 A.C. e sono considerati uno dei più antichi popoli delle culture neolitiche. Essi usavano utensili di ossidiana, allevavano maiali e bestiame e, nota considerevole – coltivavano la vite.

La più antica installazione per la produzione del vino conosciuta risale al 4100 A.C. ed è posizionata tra un gruppo di grotte appena fuori del villaggio armeno di Areni. Il villaggio è ancora conosciuto per la produzione di vino rosso che viene realizzato a partire da un vitigno locale chiamato – appunto – Areni.

Il vitigno Areni è molto antico, ma se è o non è il primo vitigno conosciuto al mondo, non è ancora stato determinato con certezza.

Come le uve da vino si sono diffuse in tutta Europa attraverso gli usi Greci e Fenici.

Dobbiamo ringraziare le civilizzazioni della Grecia e della Fenicia per la diffusione delle uve da vino in tutta Europa.

A partire dal Caucaso, le uve da vino hanno seguito l’espansione della civilizzazione umana verso sud e verso ovet lungo le sponde del Mediterraneo. I popoli marittimi Greco e Fenicio sono i maggiori responsabili della diffusione del vino attraverso l’Europa Occidentale. Piantati in ogni nuova regione raggiunta, i vitigni hanno subito secoli di mutazioni adattandosi al nuovo, unico ambiente esterno. Una lenta, inesorabile divergenza che ha avuto luogo durante migliaia di anni è che ha creato la straordinaria diversità delle 1.300 varietà di vini identificati, disponibili oggi.

Esistono 1.368 varietà di vino catalogate. Le diversità sono più alte in Italia e in Francia dove il vino ha rappresentato un aspetto fondamentale della produzione agricola.

La diversità è molto importante, tanto più nell’uva e nel vino, perché pone al riparo dalle malattie e riduce la necessità di ricorrere a divese innaturali come i pesticidi.

Inoltre, uve diverse prosperano in climi diversi e questo incrementa ancor di più il numero di zone climatiche dove coltivare le uve da vino.

Sfortunatamente, la richiesta sempre crescente di vitigni cosiddetti “popolari” tende a ridurre l’ammontare complessivo di diversità naturali in tutto il mondo. Sempre più regioni vinicole smettono di coltivare i vitigni autoctoni in favore di vitigni più famosi com eil Cabernet Sauvignon o il Pinot Nero. Attualmente circa 50 vitigni concorrono alla produzione dell’80% delle uve da vino di tutto il mondo. Le altre varietà stanno diventando così rare da rischiare l’estinzione.

Redazione WineScout

Ciro Iodice Napodano
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