Il Barolo Brunella di Boroli

Nasce un nuovo CRU di Barolo in casa Boroli

Per Achille Boroli non è solo come aver scoperto il Santo Graal. È come averlo scoperto nelle proprie terre.

Nel mezzo delle Langhe, a Castiglione Falletto, è nato – o meglio, è stato scoperto – un nuovo cru di Barolo. Si chiama Brunella, e prende il nome dalla Cascina Boroli e dalla Menzione Geografica aggiuntiva del Barolo. Verrà presentato nella Cantina Malherbes, già distributrice di vini Europei, a Bordeaux.

Il vitigno, esclusiva di Boroli, è coltivato su un’area di 2,7 ha, esposto a sud sud-est e a ovest verso la cima della collina di Villero. Ne risulta un vino Barolo morbido, setoso e seducente sulla cui bottiglia troneggia un’etichetta nera con fregi d’oro.

Achille Boroli lo racconta così:

«Brunella, fino al 2010, non era considerato un cru. Le uve venivano assemblate per il Barolo Classico, poi ho cercato negli archivi le prove che questa fosse una zona pregiata e, in un documento del 1666 ho scoperto che veniva descritta come uno dei posti migliori per il vino. Nel 2013 abbiamo iniziato. Brunella è un vigneto storico ma finora non era mai apparso su un’etichetta di Barolo. Ne emerge un carattere fruttato che porta i segni della potenza della terra da cui nasce.»

Del Barolo Brunella delle cantine Boroli sono state prodotte 10.000 bottiglie. Ognuna costa 95,00 euro.

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Nato e cresciuto in provincia di Trento, sono figlio degli anni ’70, della Sicilia e delle sue tradizioni.
La mia famiglia coltiva vigne e produce vino da oltre duecento anni e anche io, dopo gli studi e una carriera nel management alberghiero, sono approdato al mondo del vino, dell’enologia e della viticoltura.

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