Un vino bianco invecchiato 25 anni: Terlano Rarity 1991

Terlaner Rarity 1991 - Un vino invecchiato 25 anni
Terlaner Rarity 1991 – Un vino invecchiato 25 anni

L’immotivata tendenza di preferire vino rosso maturo e vino bianco giovane, viene oggi ulteriormente contraddetta dai fatti.

È appena iniziata, infatti, la fase commerciale del Terlaner Rarity 1991, un vino bianco, che ha riposato per ben un quarto di secolo.

Il Rarity 1991 è destinato a diventare il più importante vino bianco italiano.

La cantina Terlano

La Cantina Terlano (Via Silberleiten, 7, 39018 Terlano, BZ) e il suo enologo Rudi Kofler hanno, infatti, lavorato a questo insolito e prestigioso prodotto, sin dalla vendemmia del 1991, ricavando 3.340 bottiglie che sono in vendita a circa 250 euro l’una.

Il Terlano 1991 Rarity

Il Terlano 1991 Rarity, che è un blend di Pinot bianco, Chardonnay e Sauvignon bianco, prima di diventare tale, ha trascorso un anno in botti di legno e ventiquattro sui lieviti in vasche d’acciaio. Una maturazione avvenuta in una cantina – recentemente ristrutturata – che è una sorta di Giardino delle Meraviglie.

Nel cuore della Cantina Terlano, sono custodite quindici annate degli ultimi trent’anni e ogni anno ne viene scelta una da imbottigliare.

Degustazione

Al naso, questo speciale vino risulta ricco di frutti e di sentori di fiori bianchi di ogni tipo. È leggermente balsamico ed elegante e richiama con la sua struttura i Borgogna e i vini della Mosella. Al palato è sapido e lungo.

La bottiglia

Alla bottiglia, viene applicata un’etichetta in argento, segno del giubileo rappresentato dai venticinque anni di invecchiamento. È un ricordo della miniera d’argento di Terlano, attiva già dal 1500.

L’enologo Rudi Kofler:

Il tempo d’affinamento sui lieviti straordinariamente lungo caratterizza il Terlaner 1991 Rarity.

Le mannoproteine e gli amminoacidi liberati dall’autolisi del lievito hanno affinato gli aromi ed il gusto.

Questo vino seduce grazie al suo bouquet complesso e giovane e convince al palato con la sua struttura importante ed elegante, caratterizzata da un lungo retrogusto sapido e minerale.

Ma i vini bianchi migliorano al pari dei vini rossi con l’invecchiamento?

Non si parla di resistenza all’invecchiamento, che potrebbe avvenire senza alcun cambiamento sensibile – e in meglio – nel prodotto finale, ma di vero e proprio miglioramento gusto-olfattivo, un guadagno nel risultato percettibile al palato e al naso.
La risposta alla domanda semprerebbe essere sì, in particolare, adesso, con questo bianco invecchiato venticinque anni al solo scopo di creare un bouquet unico.

Naturalmente, per vini che nascono così delicati come i bianchi, molto si deve alla scrupolosa conservazione.

Redazione WineScout

Ciro Iodice Napodano
Napoletano di nascita e cosmopolita d'adozione sono cresciuto nella cultura della buona tavola e dell'ottimo bere.
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