2017, la vendemmia più scarsa dal 1946: il dato di Coldiretti e di Assoenologi

Secondo Assoenologi, una produzione che, influenzata negativamente da siccità e temperature stagionali elevate, fa, della vendemmia 2017, una delle peggiori raccolte degli ultimi settant’anni.

Anche la stima, prodotta dall’Associazione dei Coltivatori Diretti a partire dai dati dell’ISTAT, non è tutta rose e fiori.

In particolare, con poco più di quarantuno milioni di ettolitri, la vendemmia 2017 – la più precoce degli ultimi dieci anni – è una delle più scarse mai registrate dal dopoguerra a oggi, con un calo di circa tredici milioni di ettolitri rispetto al 2016. Un problema dovuto principalmemte alle alte temperature e all’inverno particolarmente asciutto la cui coda, però, non ha fatto mancare diverse gelate. Il clima bizzarro ha dapprima danneggiato le piante e successivamente portato le viti a germogliare precocemente.

Durante il mese di aprile, infatti, tutta l’Europa Occidentale è stata interessata da un’ondata di gelo che ha danneggiato irreparabilmente e tardivamente molte gemme in fase avanzata di germogliamento, specie in Italia Centrale e Meridionale. Prolungata siccità e immancabili grandinate hanno inferto un ulteriore colpo alla già zoppicante raccolta del 2017. Il gran caldo arrivato già nel mese di maggio non ha fatto altro che peggiorare ulteriormente la situazione.

L’unica nota positiva viene dalla domanda estera verso il vino Italiano: un aumento del 6,3% del valore degli acquisti fa volare il volume complessivo a quasi sei miliardi di euro di fatturato. Un record per l’intero settore.

 

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Nato e cresciuto in provincia di Trento, sono figlio degli anni '70, della Sicilia e delle sue tradizioni. La mia famiglia coltiva vigne e produce vino da oltre duecento anni e anche io, dopo gli studi e una carriera nel management alberghiero, sono approdato al mondo del vino, dell'enologia e della viticoltura.

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